Dic
17
L’occhio e il cristallino

L’occhio è un organo complesso e meraviglioso.  Il frutto di una lunga evoluzione che ha attraversato 500 milioni di anni per permetterci di vedere il mondo che ci circonda.

Grazie all’occhio possiamo orientarci nello spazio, riconoscere le persone, leggere, scrivere, registrare memorie, esperienze e molto altro. Tutto questo grazie ad un meccanismo sofisticato di raccolta della luce riflessa dalle superfici.

In particolare, la nostra possibilità di vedere nitidamente sia alle brevi che alle lunghe distanze ci è data da una piccola ma preziosissima lente situata tra l’iride e il corpo vitreo, senza la quale di sicuro la vita sulla terra, compresa l’evoluzione del genere umano, non si sarebbe potuta sviluppare così come la conosciamo: il cristallino.

L’evoluzione della vista passa attraverso una piccola lente.

Il cristallino è una piccola lente trasparente e discoidale ben salda all’interno dell’occhio. È una parte estremamente importante per la nostra vista, in quanto permette la messa a fuoco e la regolazione delle dimensioni e della distanza dell’immagine visiva. Senza di esso infatti non sarebbe possibile vedere nitidamente, ma si vedrebbe tutto molto più grande e sfocato.

Nel regno animale questa funzione può essere vitale: con qualche eccezione, la capacità di percepire distanze e dimensioni e di mettere a fuoco la minaccia di un predatore o la presenza di una preda possono fare la differenza tra la continuazione della specie o la sua naturale estinzione.  

Come è fatto?

Il cristallino è composto prevalentemente di fibre di collagene disposte in modo regolare per garantire una perfetta trasparenza. Questo complesso è a sua volta contenuto in una membrana trasparente chiamata capsula, o cristalloide.

L’intera struttura è inoltre saldamente ancorata alla parte interna dell’occhio tramite dei legamenti, chiamati fibre zonulari che insieme ai muscoli ciliari interni dell’occhio giocano un ruolo importante nell’accomodazione.

L’accomodazione è una delicata operazione di precisione grazie alla quale l’occhio riesce a mettere a fuoco oggetti a tutte le distanze di osservazione. Grazie infatti ai sopracitati muscoli ciliari, il cristallino può modificarsi a seconda della necessità per fare in modo che l’immagine che si forma sulla retina sia la più nitida possibile.

Una lente fragile e delicata.

Il cristallino è tuttavia una delle parti più delicate di tutta la struttura dell’occhio. Risente infatti molto negativamente di una molteplice serie di fattori. L’invecchiamento, il fumo, la disidratazione, una dieta sbagliata, i traumi e le predisposizioni genetiche sono i principali responsabili.

Anche il più sano dei cristallini con il tempo perde la sua elasticità: complice l’invecchiamento dei muscoli ciliari e l’irrigidimento delle fibre di collagene, che rendono più difficile nel tempo la visione da vicino.
Questa condizione è detta presbiopia, non è una malattia ma è fisiologica in quanto colpisce tutti gli individui dopo la quarta decade di vita.

Il cristallino, inoltre, perde progressivamente la sua trasparenza diventando “più torbido”. Le opacizzazioni del cristallino conducono ad una patologia debilitante ma facilmente curabile: la cataratta.