Feb
07
Le Lenti Intraoculari

Fino a poco più di cinquant’anni fa era considerato quasi impensabile inserire un oggetto estraneo nell’occhio. La stessa comunità medica era molto scettica all’idea di inserire protesi in un organo così complesso e delicato e, nonostante esistessero già alcune rudimentali soluzioni al problema, un’operazione di cataratta non prevedeva la sostituzione del cristallino con una lente artificiale. Il paziente che quindi si sottoponeva ad un intervento simile, era costretto ad indossare pesanti occhiali a fondo di bottiglia.

A partire dalla fine degli anni ottanta, tuttavia, si sono fatti grossi passi in avanti in favore di un nuovo approccio che permetteva al paziente operato di cataratta di poter migliorare le proprie condizioni di vita grazie ad un cristallino artificiale. Le lenti intraoculari (IOL) avevano infatti rotto una barriera di scetticismo, iniziando un percorso di sviluppo che ha definito una vera pietra miliare nella storia dell’oftalmologia moderna.

Oggi la cataratta è diventata l’operazione chirurgica più eseguita nel mondo, anche grazie alla presenza di questo piccolo ma straordinario dispositivo.
Salvo rari casi, infatti, oggi un’operazione alla cataratta senza una nuova lente artificiale sarebbe assolutamente impensabile.

Cosa sono?

Una IOL (dall’inglese “Intra Ocular Lens”) è una piccola lente composta di due parti, la parte ottica, ossia la lente vera e propria, e la parte aptica, che serve a fissare la lente all’interno dell’occhio.

Tutte le parti di questo particolare dispositivo sono per lo più composte di materiali biocompatibili estremamente flessibili, che permettono quindi il suo inserimento all’interno dell’occhio attraverso una piccola incisione.

Esistono molte forme differenti di questo tipo di lente, con diverse caratteristiche pensate appositamente per soddisfare le esigenze del paziente. La maggior parte di queste IOL, le pseudofachiche, servono a sostituire il cristallino, ma ci sono anche le lenti fachiche, modelli appositamente concepiti per essere inseriti dietro alla cornea o davanti al cristallino umano per correggere altri difetti visivi.

Lo scopo principale di una lente intraoculare è la correzione di difetti rifrattivi della vista. Questa è una definizione molto ampia che comprende la cataratta, la miopia, l’astigmatismo e la presbiopia nello stesso insieme.
La caratteristica di questo tipo di lente è infatti quella di “migliorare” l’immagine impressa sulla retina, permettendo al paziente di vedere più nitidamente e quasi sempre senza l’aiuto di occhiali.

Tra le lenti pseudofachiche, ossia quelle che sostituiscono il cristallino artificiale, possiamo trovare differenti tipologie di lenti divise in due categorie: le lenti monofocali e le lenti premium.

Le lenti monofocali sono le più semplici ed utilizzate. Grazie ad un design molto basilare garantiscono un’ottima vista da lontano ma per poter vedere correttamente da vicino è necessario ricorrere ad un paio di occhiali. Non temete. Non si parla più di occhiali a fondo di bottiglia. Bastano infatti delle normalissime lenti correttive per poter leggere un libro senza problemi.

Le lenti premium sono di due tipi; una tipologia di lenti, le multifocali e le EDOF; le prime sfruttano diverse soluzioni per consentire due o più punti focali, permettendo al paziente quindi di mettere a fuoco a diverse distanze. Le altre danno un fuoco più esteso ma correggono meno la vista da vicino.

Un’altra categoria di lenti premium, è quella costituita dalle lenti toriche, che sono appositamente pensate per correggere forme estreme di astigmatismo grazie ad una curiosa forma “a ciambella” che corregge le anomalie della luce dovute alle distorsioni della cornea tipiche del difetto visivo.