Ago
08
Le lenti accomodative

Quando arriva il momento di sottoporsi ad un’operazione di rimozione di cataratta è normale chiedersi con cosa verrà sostituito il proprio buon vecchio cristallino naturale.

Dai tempi delle primissime lenti monofocali ad oggi, sono stati fatti molti passi avanti e sono state sviluppate molte tipologie di lenti artificiali diverse. Ognuna di queste viene infatti utilizzata per alcuni casi specifici a seconda di quale sia la più adatta alle esigenze al paziente. 

Proprio per questo lo specialista può avere molte opzioni differenti quando deve scegliere la lente adatta per voi.

Una delle varie tipologie di lenti attualmente presenti sul mercato, e tra quelle più interessanti sotto il punto di vista del funzionamento, sono le lenti accomodative.

L’accomodazione (naturale) 

img1 lenti accomodative

Questo tipo di lenti infatti si avvantaggia di una progettazione particolare che permette al cristallino artificiale di interagire con i muscoli interni dell’occhio.

Questi muscoli, detti muscoli ciliari, sono esattamente gli stessi muscoli che garantivano la messa a fuoco dell’occhio modificando la forma del cristallino artificiale. Questo in un occhio sano permette di vedere da lontano e da vicino, proprio grazie a questo tipo di lavoro muscolare sul cristallino che in gergo tecnico viene chiamato accomodazione.

Proprio per questo le lenti si chiamano “accomodative”, perché sfruttano le strutture interne del nostro occhio per simulare l’accomodazione di un cristallino naturale. 

img2 lenti accomodative

L’accomodazione (artificiale)

Come riese una lente accomodativa a fingere di essere un cristallino naturale? Collegandosi ai muscoli ciliari attraverso la sua parte periferica, le aptiche, la lente si comporta come lo zoom di una macchina fotografica: la sua parte centrale si sposta in avanti e indietro con i movimenti dei muscoli ciliari, mettendo a fuoco gli oggetti a varie distanze. 

Lati positivi

Questo è l’unico tipo di lente che riesce a garantire una vera e propria accomodazione, imitando il meccanismo naturale dell’occhio giovane.

Tutte le altre lenti mantengono un singolo fuoco – con la necessità di portare gli occhiali per la vista da vicino, o usano altri metodi per garantire al paziente una vista da lontano e da vicino.

Grazie proprio a questo meccanismo di accomodazione artificiale, queste lenti promettono una buona visione ad ogni distanza.

Lati negativi

Uno dei motivi per cui difficilmente vi verrà prescritto dallo specialista questo tipo di lenti è proprio legato al metodo stesso di accomodazione.
I muscoli ciliari infatti con l’età iniziano ad indebolirsi, il tessuto che circonda le aptiche tende a diventare sempre più fibrotico, e questo rende sempre più faticosi i movimenti della lente. 

img3 lenti accomodative

La presbiopia è legata a questi processi di invecchiamento dell’occhio, da cui nessuno può sfuggire, e che rendono difficile la visione da vicino. Per lo stesso motivo l’utilizzo di una lente intraoculare di tipo standard su un paziente presbite dà un’ottima visione a distanza. Tuttavia, risulta essere assolutamente poco utile alla visione ravvicinata, in quanto manca la forza muscolare per poter muovere la lente e mettere a fuoco.

Ci sono oggi diverse lenti speciali che permettono di recuperare la visione da vicino anche in pazienti con presbiopia, ma tra le varie opzioni, le lenti accomodative i non risultano tra le più selezionate dagli specialisti, che preferiscono usarle solo in casi specifici.

Tuttavia, c’è molta ricerca intorno a questo tipo di lenti, che affascinano perché potrebbero essere uno strumento più naturale di recupero dei meccanismi dell’occhio giovane. Attendiamo qualche anno, e stiamo a vedere che cosa ci riserva il futuro!