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09
La curiosa storia delle IOL

Gli antichi egizi, Giacomo Casanova, i piloti di caccia della seconda guerra mondiale: un’evoluzione a “strane tappe”.

Al giorno d’oggi la cataratta non è una patologia preoccupante. È diventata invece una delle operazioni chirurgiche più semplici e sicure in assoluto. Basta una visita medica, un’operazione di rimozione in day hospital e qualche accorgimento post-operatorio per poter tornare a vedere nitidamente.

Fino a solo un secolo fa, però, questo non era affatto così semplice.

La “preistoria” chirurgica della cataratta.

Nei tempi più antichi la cataratta era un percorso sicuro verso la cecità per un anziano, e di certo non esistevano le moderne tecnologie per trattare il paziente. Per quanto fossero già presenti alcune pratiche chirurgiche estremamente rudimentali, esse non avevano affatto gli standard chirurgici odierni.

La chirurgia della cataratta è infatti nata nell’antico Egitto, in una forma rudimentale e sicuramente molto pericolosa: tramite un sottile strumento inserito nell’occhio con lo scopo di spingere l’intero cristallino opacizzato nella parte posteriore dell’occhio.

Una tecnica che si è conservata quasi intatta nei millenni fino a diventare la reclinatio medievale, in cui il cristallino veniva semplicemente staccato e spinto lontano dalla pupilla con un oggetto acuminato o con un forte colpo all’occhio.

Senza anestesia, né antibiotici e tantomeno la sterilizzazione degli strumenti chirurgici, l’operazione della cataratta antica deve sicuramente essere stata un’operazione inefficace, dolorosissima e con una grande probabilità di perdere l’occhio.

I primi prototipi di cristallino artificiale

Occorre attendere fino agli anni quaranta del novecento per poter avere il primo grande balzo qualitativo nella storia del trattamento della cataratta: con il primo cristallino artificiale e la sua prima sostituzione chirurgica.

Grazie alle innovazioni chirurgiche introdotte nell’800 dal tedesco Mooren e dall’austriaco Von Graefen, era finalmente possibile rimuovere il cristallino opaco in modo efficace, ma senza la possibilità di sostituirlo.

Uno dei primi prototipi di lente intraoculare di vetro appare nel 1947, grazie all’intuizione dell’oculista Benedetto Strampelli, ispirandosi ad una brillante idea nientemeno che di Giacomo Casanova.

Un sognatore avanti coi tempi.

È una cosa curiosa, considerato il personaggio. Tuttavia nel suo libro, l’Icosameron, Casanova proponeva l’uso cristallini artificiali prodotti dai maestri artigiani dell’isola di Burano.

Correva l’anno 1788.

Ritornando al novecento. Neppure due anni dopo la prima lente intraoculare di vetro di Strampelli viene inventata a Londra la prima vera lente intraoculare moderna, grazie alla carlinga di un aereo da guerra.

Harold Ridley e i piloti di caccia.

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A porre la prima vera pietra miliare della storia delle lenti intraoculari fu il medico della Royal Air Force, Sir Harold Ridley.

Al termine della seconda guerra mondiale, Ridley ebbe in cura alcuni veterani al St. Thomas’ Hospital di Londra. Alcuni dei suoi pazienti erano rimasti feriti a seguito dell’esplosione della carlinga del loro caccia Spitfire. Alcuni di questi avevano ancora alcune schegge piantate nell’occhio, senza alcun segno di infezione. Ridley osservò il fenomeno concludendo che tale materiale poteva essere adatto a degli impianti intraoculari.

Ridley scelse dunque di utilizzare questo materiale per creare la prima lente intraoculare moderna. Quelle schegge provenivano da carlinghe di polimetilmetacrilato, un materiale che viene tutt’oggi utilizzato nelle più moderne lenti intraoculari.

Le lenti intraoculari in Italia.

Un po’ in tutto il mondo, e in particolare in Italia, l’invenzione di Harold Ridley fece fatica ad entrare nella prassi chirurgica. Questo perché il solo concetto di cristallino artificiale risultava talmente rivoluzionario da essere considerato quasi eretico.

Per quasi quarant’anni la pratica rimase sotto coperta, praticata da alcuni pionieri dell’oftalmologia come il celebre inventore della facoemulsificazione, il Dr. Charles Kelman. Grazie al loro lavoro e alla loro dedizione ostinata, la lente intraoculare entrò finalmente nella pratica chirurgica moderna ufficiale alla fine degli anni ottanta.

In Italia l’uso delle lenti intraoculari riuscì a penetrare grazie alla convinzione e alla forza d’animo del Dr. Lucio Buratto, già primo promotore della facoemulsificazione nel Bel Paese e tutt’oggi in prima linea nell’innovazione della chirurgia oftalmologica moderna.

Il Dr. Lucio Buratto è stato un pioniere del moderno intervento di cataratta in Italia